
Autore: Mistaman & DJ Shocca aka Roc B
Titolo: La scatola nera
Etichetta: Unlimited Struggle / Propaganda Agency
Anno: 2012
Mista & Shocca. Rieccoli. ll binomio perfetto. Undici anni dopo Colpi in aria, un disco grezzo ma, come dire, potente, che comunque presentava già pezzi di alto livello. Da chiarire che i due girano insieme in simbiosi da ben prima del sopracitato disco, il precedente Acciaio e qualche tapes per chi ha memoria storica li hanno visti protagonisti insieme a Ciacca, Centro13, baby! C’è da dire che Shocca ha partecipato attivamente e pesantemente ad ogni progetto di Mista, da Parole ad Anni senza fine, a Blasteroids e viceversa, ma ad un lavoro loro a quattro mani era da un tot che appunto non assistevamo. Arriviamo al punto, La scatola nera, uscito per la loro Unlimited Struggle e Propaganda Agency, è un disco che rappresenta l’essenza della loro filosofia, più che una sorta di manifesto, un mmhh, ah ecco, stupido che non sono altro, è una scatola nera che ha, come di consuetudine, lo scopo di narrare il com’era e il cos’è successo per essere arrivati al com’è. La copertina curata da Mecna, oramai onnipresente, è all’insegna del nero, black box è il messaggio. I beatz di Roc B cartellano. E’ uno dei pochi producer che ha un suono riconoscibile fra la massa e la scelta, se è stata tale, di mantenersi fedele a quel suono classico nel tempo ha pagato o siamo agli inizi insomma, primi su itunes all’uscita, ricordiamolo, che non so quanto sia termometro dello stato fisiologico di questa musica in Italia ma qualcosa vorrà pur dire nò?! I sample sono ricercati e meravigliosi come sempre, l’unica pecca che posso trovare ai lavori di Shocca è che la stesura delle batterie, i giri di basso e i rullanti suonano simili da anni, non che non mi aggradi la cosa, anzi, come detto se è voluta come credo sia che ben vengano. Penso che non sia possibile non dare solo amore ad un uomo che ha dato così tanto a questo movimento. Il disco dura una quarantina di minuti scarsi, 10 pezzi, di più poteva risultare monotono all’ascolto ripetuto nonostante la genialità di Mista visto l’unico featuring di Ghemon e l’omogeneità del suono, ma si prende il tempo necessario per portarti tutto, fotta, attimi di riflessione, atmosfere party, spocchia, storytellin’, etc etc. Ciao. Mistaman è uno degli ultimi urlatori al microfono, agli inizi sinceramente non lo reggevo forse per il suo spiccato accento veneto che nel tempo ha smussato, ma mi ha saputo conquistare. Magari è solo una mia paranoia questa, che devo ancora superare, dovuta al fatto che i media nazionali hanno sempre associato il veneto allo zotico di turno, vabbè, ma che dire magari piace, come al sottoscritto piace chessò il romano e meno qualcos’altro. Resta il fatto che Mista è tecnicamente invidiabile ed è indiscutibilmente colui che ha punchlines ammazzaogniwannabemista. L’utilizzo di queste non comporta l’assenza di un messaggio nei suoi pezzi anzi l’aiutano a sbattertelo in faccia. Forse a volte esagera nel dosaggio ma strappa sempre un sorriso anche quando può risultare pesante. Come detto un marchio di fabbrica è la tecnica sopraffine , ma non fine a sé stessa, ricordiamo esercizi di stile come Parole, M.I.S.T.A.M.A.N. o Telecomando, qui spicca su tutte il mondo al contrario per gli appassionati del rompicervello, non che le altre tracce sfigurino a confronto ma magari puntava a farle risaltare per qualche altra peculiarità. Che la genialità sia predominante non vi è ombra di dubbio. Anche nei ritornelli canticchiati fa la sua porca figura, anche se uno dei suoi compagni di sempre, Frank Siciliano, avrebbe potuto migliorare il tutto, ma lo sentiremo di sicuro in qualche altro pezzo dalle caratteristiche più soul. Il disco in sé regge il titolo dell’album anche se a dir la verità lo pensavo ancora più pesante per avere un’eredità così grossa sulle spalle. Mi è piaciuto un sacco ma nonostante ciò credo che Anni senza fine gli sia superiore, perchè più completo, degustibus sia chiaro. In quell’album strizzò l’occhio a sonorità meno ostiche pur non sradicando le sue radici ma ribadendo che pure questo mi fa strippare è palese la provocazione. Se mò va di moda e vende qualsiasi cosa catalogata per hip-hop, nonostante sia merda, perchè non andare in classifica, passare in tv e riempire il posto con del vero rap?!eh?! Andatelo a chiedere a qualcun altro non di certo a loro. Massimo rispetto. La scatola nera entra in tackle nei confronti dei pretendenti al disco rap dell’anno, i tronisti col loro pseudorap non li considero, questa coppia vi butta giù uno ad uno dalla Rupe Tarpea. Già fuori due video. Stay tuned. (A.C.)
TRACKLIST:
1-La Scatola Nera
2-Real Classic Shit
3-Il Mondo Al Contrario
4-La Terza Guerra Mondiale
5-Secondo A Nessuno
6-MC
7-Troppo E Poco
8-Stagioni
9-Vero (feat. Ghemon)
10-100%
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